Don Ponzio Capodoglio di Giorgio Pressburger e il tema dell’identità

“L’identità è il tarlo che affligge l’Occidente di oggi.”

“Sotto ogni ricerca o proclamazione di identità agisce la convinzione, più o meno consapevole o mascherata, della sopravvalutazione di sé e del disprezzo per l’altro.”

Sono affermazioni fatte da Giorgio Pressburger, intellettuale arguto e intelligentissimo, autore del divertente romanzo “Don Ponzio Capodoglio”.

Don Ponzio Capodoglio, una specie di nuovo Don Chisciotte, ci fa capire che la ricerca della propria identità e della propria origine, alla fine, porta solo disastri. Sono perfettamente d’accordo. Io non mi sono mai sentito parte di un territorio e non mi sono mai interessato alle mie radici. Mi sono sempre sentito cittadino del mondo ed ho sempre sentito di avere in comune con ogni altro cittadino del mondo le inquietudini, i sogni, i bisogni, le tensioni, le paure, i desideri, a prescindere dal luogo di nascita. Qualche mese fa, accendendo la televisione, ho sentito la coda di un’intervista a Giorgio Pressburger nella quale diceva, più o meno: “l’identità non mi interessa; anzi, non esiste; ogni uomo, ovunque sia nato e ovunque siano le sue radici, è mosso solo ed esclusivamente dalla domanda ‘perché viviamo e che senso ha la vita?’. Occuparsi delle proprie origini non serve a niente perché non serve a rispondere a quel quesito.” Questa affermazione mi ha colpito moltissimo, e subito mi sono detto ‘la penso esattamente così anche io’. Sono corso in libreria, quindi, a comprare “Don Ponzio Capodoglio”. Bel romanzo. Piacevolissimo e divertente. Lo consiglio.

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