Una storia (quasi) vera

“La locanda delle trote blu”. Il mio terzo romanzo. Un po’ autobiografico, un po’ memoir, un po’ romanzo storico, un po’ romanzo di formazione… Una storia quasi vera. Soltanto “quasi”, però. Vere, sicuramente, sono le ricostruzioni delle atmosfere di quegli anni. Le vicende che ho raccontato, invece, sono un mix di realtà e di fantasia. Delle vicende raccontate nel romanzo non dirò mai a nessuno, naturalmente, quali sono quelle realmente accadute (al protagonista, quindi a me) e quali sono, invece, quelle che ho inventato. Come in ogni romanzo che si rispetti ho voluto metterci un po’ d’amore, un po’ di sesso, un po’ di politica, un po’ di riflessioni sulla vita, un po’ di avventure, un po’ di sogni… Ora ogni lettore potrà trovarci, come in ogni romanzo, quello che vuole. Attendo, con trepidazione, di sapere cos’hanno trovato, dentro a questo romanzo, i miei lettori…

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6 Commenti

  1. Una storia (quasi) vera

    Libro che mi è piaciuto molto, tant‘é che l‘ho letto in una sola giornata. L‘ho trovato scorrevole, piacevole, con un linguaggio accessibile. La storia è coinvolgente, sono riuscita a immedesimarmi in Nicola (giovane) per certi aspetti, avendo la stessa età e frequentando il primo anno di università. Le riflessioni storiche sono interessanti e permettono di avere un quadro di ciò che avveniva in quegli anni, a partire dalla situazione politica italiana per arrivare agli eventi dell‘Europa del tempo. Il tutto si inserisce perfettamente nella narrazione, che alterna presente, flashback e riflessioni. Bello dall‘inizio alla fine!

  2. Una storia (quasi) vera

    Dei tuoi tre romanzi questo è senza dubbio il milgiore. Scritto molto bene (come anche i due precedenti), molto piacevole, storia interessante e coinvolgente. Dovrebbero leggerlo anche i giovani, non solo gli “adulti”.

  3. Una storia (quasi) vera

    Romanzo molto bello e piacevole che ho letto con entusiasmo. é stato un vero piacere tornare indietro nel tempo e andare a quegli anni importanti anche per me e per la mia formazione. Complimenti Luca Moretti per avere ricordato a qualcuno che c’è stata La Pantera, molti ormai l’hanno dimenticata o non sanno nemmeno cosa sia. Mi sono piaciute molto le descrizioni di Milano e le storie d’amore di Nicola, proprio come quelle che abbiamo vissuto tutti noi della nostra generazione. Mi sono piaciute anche le discussioni di politica molto profonde e molto reali. Complimenti

  4. Una storia (quasi) vera

    Libro non banale che ti obbliga a leggerlo tutto d’un fiato; tra l’altro è scritto in maniera talmente fluida che non si fa assolutamente fatica a “divorarlo”. Mi ha intrigato il fatto che non ci sia mai stato un riferimento alla mamma di Lorenzo, ma è sempre e solo stato un dialogo/incontro/confronto tra padre e figlio. Le ambientazioni milanesi sono eccezionali, ma la cosa che più mi è piaciuta è la descrizione azzeccatissima e coinvolgente della metamorfosi del Nicola-Bambino che diventa Nicola-Uomo con tutte le varie esperienze di vita che si hanno quando si “abbandona” la propria famiglia per diventare adulti. Bravo Luca, hai fatto davvero un buon lavoro!

  5. Una storia (quasi) vera

    Il modo migliore per uscire dalla monotonia della vita quotidiana è un buon libro, ed è sicuramente un piacere leggere qualcosa scritto da una persona che “condivide” le tue giornate.
    Bravo Luca, hai saputo raccontare una bella storia, coinvolgente.
    Di questo tuo libro, mi è piaciuto in modo particolare, il rapporto aperto, amichevole e protettivo del protagonista con il proprio figlio.
    Mi sono lasciata prendere fino all’ultima parola.
    Ho letto dapprima incuriosita e poi emozionata la lettera scritta “al tuo ragazzo” e quando ho voltato pagina mi sono detta – oh no, è già finito-…
    Complimenti.

  6. Una storia (quasi) vera

    Anche questo romanzo, come i due precedenti, mi ha letteralmente incollata alle sue pagine per 2-3 giorni. Non solo perchè la scrittura sia come sempre molto piacevole e scorrevole, ma anche perchè ero molto interessata e incuriosita dai capitoli in cui si narrava di questo “fantomatico” movimento studentesco della Pantera. Il libro è ambientato nel 1989, io sono nata nel 1987, e purtroppo devo ammettere di non averne MAI sentito parlare, men che meno a scuola…
    Ottimo lavoro, anche questa volta, anche per avermi stimolata ad andarmi a informare su internet su qualcosa di cui non ero a conoscenza!!!

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